ALLA FIN FINE… NOIOSO
“Se un Dio esisteva, certamente era quello cristiano. Quale altro Dio nella storia dell’umanità si era offerto in sacrificio per gli uomini? Certamente c’era tanto amore in lui, in quell’immagine.” cit.
Autore: Dario Paradisi. Editore: Amazon KDP. Edizione: Maggio 2025. Pagine: 423. Genere: Romanzi, Avventura
La storia comincia nel 1816. Londra è un abisso di miseria e violenza. Claudia, una ragazza ribelle, ruba una mela (il simbolismo è evidente) e accende suo malgrado una mezza rivoluzione.
La salva Alan, fidato braccio destro di Alexandre, un frate impegnato in una missione tutta sua: ha trovato le prove scritte di un complotto mondiale, ordito da logge segrete che da secoli si tramandano il potere nell’ombra, decidendo guerre, rivoluzioni e massacri, e deve portarle a Roma, al Papa.
La sua nemesi è Armand, il servo sadico della massoneria, l’esecutore che colpisce senza pietà.
Inizia così un lungo inseguimento nel mondo di allora, tra Inghilterra e Francia, tra poteri che manovrano vecchie e nuove religioni, secondo convenienza.
Il romanzo è ambientato in un contesto storico e geografico ben definito, ha una trama verosimile e ben costruita, e molti spunti che fanno riflettere. I contenuti sono “alti” perché “La Follia degli uomini” sviscera, o ci prova, uno dei periodi più bui della storia dell’uomo, che a secoli di distanza consideriamo “inizio dell’illuminismo”.
Oltre che illuminati, quelli furono tempi realmente molto violenti, confusionari.
Di suo, Dario Paradisi ipotizza che una setta (massonica) superiore ideò e cavalcò l’onda delle rivoluzioni che attraversarono Francia, Europa e il mondo, affinché portassero ad un nuovo uomo, favorevole al potere e ai soldi, obiettivo del tutto contrario alle scintille che innescarono quelle ribellioni delle masse.
Il parallelo con la più stretta attualità è evidente in ogni pagina, perché è difficile ipotizzare allora una regia tanto occulta e coordinata. Non solo. Il romanzo è una riflessione filosofica sulle follie collettive che hanno attraversato e attraversano la Storia, sulle questioni irrisolte tra libertà individuale e potere sociale, tra giustizia e uguaglianza.
Tutto sommato è una bella storia, ma ho fatto molta fatica a finirlo perchégli errori sono tanti. Non solo errori grammaticali, refusi di stampa, o ripetizioni di parole e concetti uguali per intere mezze pagine. Alla storia manca una buona sincronia tra le due parti principali, quella chiamiamola così dei “buoni” e quella di chi li ostacola. Tutte i cammei di tutti i personaggi coinvolti, anche quelli più marginali, credo per creare i contesti storici, oppure atmosfera, portano deviazioni inutili alla narrazione, che si allunga a dismisura. Un dazio pesante per il lettore.
Mi dispiace sempre lasciare una recensione dura perché da autore so quanta fatica e passione ci vuole per arrivare alla pubblicazione di un libro, tanto più se voluminoso perché frutto di ricerche precise e approfondite. Ma secondo me Dario Paradisi ha le carte in regola per emergere perché ricorda Salgari per come descrive bene le guerriglie, racconta bene la Londra ottocentesca con le sue ingiustizie sociali, ed è stato capace nell’intrecciare i destini individuali con una analisi morale che ci riguarda oggi più che mai.
Autore da rivedere

“La Follia degli uomini”, di Dario Paradisi : tutte le RECENSIONI
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