L’Inferno di Botticelli, di Stefano Impellitteri

L'Inferno di Botticelli, di Stefano Impellitteri

THRILLER PERFETTO PER CHI AMA LA STORIA DELL’ARTE

Autore: Stefano Impellitteri. Editore: Amazon KDP. Anno: Maggio 2024. Pagine: 412. Genere: Thriller, Romanzo Storico

Uno dei romanzi più belli che ho letto negli ultimi due anni, e una sorpresa che sia uscito dalle mani di un autore esordiente, sebbene leggo solo ora che Stefano Impellitteri è un professionista nell’ambiente e ha lavorato molto in squadra… Bene lo stile alla Dan Brown, e gli avrei dato il massimo dei voti, senonché il racconto si è un po’ perso, dilungato e accartocciato nell’ultimo quarto del romanzo e, dopo tanto ben di Dio, la conclusione è – diciamoci la verità – troppo rabberciata e improvvisata. Ma in qualche modo la storia doveva concludersi…

Ho acquistato “L’Inferno di Botticelli” perché mi ha incuriosito il titolo. Chi non conosce la “Nascita di Venere” del Botticelli, una delle più belle opere del Rinascimento italiano?

Il titolo è il giusto preludio ai molti riferimenti culturali presenti (tra Dante, Botticelli, Savonarola, Firenze e Roma c’è solo l’imbarazzo della scelta), che mi sono piaciuti molto. Scelta particolare e azzeccata la documentazione artistica inserita a corredo della narrazione, che stimoleranno più di un lettore alla conoscenza e all’approfondimento.

Lorenzo, un artista non più in grado di creare, divenuto ormai solo un semplice disegnatore forense, si trova suo malgrado coinvolto nell’omicidio di un mercante d’arte negli Uffizi di Firenze mentre cercava le leggendarie tavole perdute dell’Inferno di Botticelli. Partecipe come testimone, Lorenzo indagherà in autonomia sui segreti del Rinascimento per ricostruire il mistero di Botticelli delle tavole perdute, alla ricerca del significato ultimo di tutto quel che sta succedendo. Ma qualcuno è disposto a tutto pur di impedirglielo. Anzi, usa il sapere e l’occhio artistico di Lorenzo per arrivare prima alla soluzione di un enigma che potrebbe cambiare il mondo.

Lo stile è scorrevole e pulito. La documentazione è, come già detto, approfondita

Molto “cinematografica” la narrazione: l’azione è costante, ed anche quando non è vera azione i colpi di scena sono sempre presenti. A mio avviso è estremamente creativa – da premio Oscar! – la parte (che avrei proprio voluto scrivere io) in cui Lorenzo conclude con la protagonista femminile, un agente segreto del Vaticano in missione. Complimenti!

Mi sarebbe piaciuto una volta tanto leggere qualcosa che non coinvolga satanassi, che è un po’ il leit motiv delle mie ultime 15 letture: l’eterno dualismo tra Dio e Diavolo deve essere un trend ormai pietrificato del self-publishing.

A prescindere da ciò, “L’Inferno di Botticelli” è un romanzo perfetto per chi ama la storia dell’arte e i misteri irrisolti.

L’Inferno di Botticelli, di Stefano Impellitteri

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