Ovvero, l’arte di trasformare una Best Practise in una Fuck Practise
Un breve fondo per dire la mia su una strategia che molti autori self usano per promuoversi. Da quando frequento i gruppi FB di esordienti, in origine per auto-promuovermi, poi per pubblicare le mie recensioni su altri esordienti letti e infine in cerca di autori con cui potermi confrontare sul serio in una mutua lettura, ho imparato a (ri)conoscere le tantissime strategie, furbe o intelligenti, ammirevoli o fregone, che ormai imperversano.
Ognuno si farà i suoi ragionamenti e tirerà le sue conclusioni.
I fatti
Come dice il titolo ed esplica ancora meglio il sottotitolo, la diffusissima prassi “leggiamoci e recensiamoci a vicenda”, bellissima, lodevole, una grande best practise se fatta con onestà, partecipazione e coscienza, è diventata nella gran parte dei casi una frode.
Complice Kindle Unlimited, queste “letture alla pari” avvengono ormai un tot al kilo.
Non ci si scambia più qualcosa di profondamente intimo e personale, di faticoso (difficilissimo scrivere cose buone, ma è difficilissimo anche leggere con attenzione i colleghi). La pratica viene svolta con “pacchi” di decine di autori/testi alla volta, ed evasa in pochi giorni.
Quando va bene, si fa l’assaggio di poche pagine e via a scorrere sul proprio Kindle senza leggere per arrivare all’ultima schermata, per lasciarvi due righe stiracchiate, scopiazzate dall’incipit o da altri commenti, e le immancabili 5 stelle.
Questo è quanto io noto.
La mia opinione.
Capirei se chi si applica quotidianamente in questa prassi, guadagnasse dei bei soldi.
Capirei se chi si applica quotidianamente in questa prassi procedesse nella sua emersione, arrivasse ad una seria CE e alle librerie.
Capirei se chi si applica quotidianamente in questa prassi, venisse gratificato da letture e recensioni VERE, quali che siano…
Ovvero, capirei se chi si applica quotidianamente in questa prassi venisse letto e magari apprezzato, venisse divulgato e arrivasse prima o poi al grande pubblico dei veri lettori.
Quindi no, non capisco.
Non capisco perché i risultati non sono possono essere apprezzabili, perché i soldi sono pochi, le recensioni sono finte, e da questo mondo in questo modo non si può emergere.
Eppure, la corsa a questo scambismo sterile sembra aumentare ogni giorno.
Cosa si può fare?
Fregarsene è la risposta più ovvia.
Comportarsi onestamente a prescindere è la conseguenza meno ovvia, ma che alla lunga dovrebbe essere più gratificante. Il condizionale è d’obbligo.
Quel che io faccio è acquistare e leggere i colleghi che possono piacermi (a qualcuno mi capita di chiedere la mutua lettura, ma mi rendo conto che questi che io scelgo sono più avanti, forse anche più bravi, quindi giustamente mi snobbano. Sto facendo dell’ironia, è chiaro, e li leggerò comunque, a prescindere da cosa faranno loro con me, cioè niente), mentre parallelamente partecipo a un gruppo di lettura in cui, su richiesta, leggo chi probabilmente non avrei mai letto, in cambio della sua, di lettura, di un mio libro.
Sperando che questo non faccia il furbetto, ma pazienza se succede.
In ogni caso, le mie valutazioni sono sempre sincere e oneste.
A buon intenditore…



