UN ROMANZO PER RIFLETTERE
“Una catena a cui di fatto l’uomo si è sottratto nel momento in cui per cibarsi ha smesso di cacciare e ha cominciato a fare la spesa al supermercato, utilizzando la sua naturale aggressività per lottare contro i suoi simili.”
Autore: Salvina Alba. Editore: Amazon KDP. Edizione: Agosto 2025. Pagine: 188. Genere: Romanzi, Psicologici
Sono grato a Salvina Alba perché il suo “Ai confini del bene e del male” mi ha fatto uscire un po’ dalla mia confort zone di lettore, anzi moltissimo fuori ho poi scoperto leggendo.
Il protagonista, Francesco Conti, un giovane insegnante di filosofia in una Sicilia piena di contrasti, mi ha trascinato in un percorso alla ricerca di un senso della sua storia.
Premesso che la filosofia, quella classica che si studia nei licei intendo, è il pilastro di tutto questo romanzo esattamente come la Storia, i viaggi, i popoli lo sono dei miei, Francesco lotta duramente per trovare una sua strada.
Dapprima è un ragazzo introverso che non vive apertamente la propria omosessualità, poi è bravo a opporsi al padre-padrone e a completare gli studi di filosofia e infine a raggiungere il sogno della sua vita: insegnare la sua materia a scuola, ai ragazzi. Nel primo anno di insegnamento gli succedono un po’ di fatti (sfortunati?) e la filosofia, che ha sempre usato a mo’ di bussola per ogni scelta di vita, diventa via via un esercizio inutile senza una applicazione concreta.
Del “conosci te stesso”, la più conosciuta massima di Socrate, le parole fondanti di ogni filosofia scolpite sui frontoni di tutti i lykeios classici dell’antica Grecia, rimangono solo inutili parole al vento e Francesco finisce regolarmente in balia di pensieri e bisogni altrui, finché una denuncia infondata (una problematica purtroppo molto attuale) non lo affosserà, costringendolo persino a tornare a casa, a sottomettersi al padre-padrone, pure omofobo.
Il finale, però, è del tutto inaspettato.
Salvina Alba racconta la storia, i turbamenti e gli eventi che coinvolgono Francesco senza seminare giudizi, lasciando questa parte al lettore. Mi ha fatto riflettere sulla linea, a volte davvero sottile, che separa il bene dal male, il soggettivo dall’oggettivo, il successo dall’insuccesso, come l’allievo Luca farà infine notare al professore Francesco, banalizzando i fatti, ma centrando appieno il punto controverso della sua diversità, emersa di forza, che di fatto ne annulla ogni azione nobile e degna fin lì fatta con assoluto altruismo.
La forma è molto curata e corretta, la narrazione è scorrevole, ma non è stata una lettura facile, perché molta è la carne (filosofica) al fuoco, come molti sono i fatti controversi che capitano al protagonista, secondo me non sempre aderenti alla realtà come il genere di racconto avrebbe richiesto.
Per me non è stata nemmeno una lettura delicata, aggettivo che ho letto associato a questa opera, perché a tratti le parole, alcune parole, mi hanno molto turbato.
Ma sono sicuro che “Ai confini del bene e del male” piacerà a tutti gli amanti delle storie umane complesse, difficili, tossiche, cui lo consiglio caldamente.

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