UN BEL RACCONTO
Autore: Ignazio Silone. Editore: Mondadori. Ultima Edizione: Febbraio 2020. Pagine: 158. Genere: Narrativa
“Nessuna vocazione è vera se esige il sacrifizio della ragione, nessun voto di obbedienza vale se è contro la coscienza”.
“Severina” mi è piaciuto molto, sebbene il finale e alcune parti non mi abbiano convinto. Ne ho capito il motivo solo alla fine.
Romanzo incompiuto di Ignazio Silone, “Severina” è stato pubblicato a tre anni dalla sua morte grazie all’impegno della moglie Darina. Silone lo scrisse tra gli alti e bassi di una malattia e delle sue varie complicazioni che, tra le altre, gli impedivano di scrivere, a macchina come a mano.
Pochi erano i capitoli completi, per il resto rimanevano solo annotazioni e appunti raggruppati. Ciò spiega come mai le pagine date alla stampa siano a volte molto buone, mentre altre sembrano c‘entrare meno con la narrazione.
“Severina” è un romanzetto, così lo definì Silone, dai contenuti tosti e ben spiegati, assai coinvolgenti per come la storia è stata strutturata.
Testimone della morte di un operaio ucciso senza motivo dalla polizia, la giovanissima suor Severina si rifiuta di deporre il falso come vorrebbero i suoi superiori e denuncia la verità.
L’episodio la porta a risolvere definitivamente i suoi dubbi sulla vocazione, e all’abbandono dell’abito monacale.
Severina cercherà faticosamente di rifarsi una vita, ma si scontrerà con altre ingiustizie. Ad esempio, cercando lavoro, realizzerà che l’eco mediatico di quanto accaduto al convento l’ha seguita al di fuori, segnandola come un marchio, impedendole di tornare a insegnare.
Colpisce l’assenza di rabbia o volontà di rivalsa di Severina che sbatte continuamente contro la Curia prima e lo Stato poi, anche se alla fine emerge il tema della redenzione e della salvezza, la speranza appunto, parola con cui il romanzo si conclude.
Sfortunatissima, Severina affermerà infatti “io spero” e non “io credo”, e su questa frase si spegne insieme al racconto.
Il volume, è completato dalla cronaca fedele degli ultimi mesi di vita di Silone, dalle spiegazioni della moglie per arrivare alla sua pubblicazione, e dal racconto inedito “Ai piedi di un mandorlo”, testo introspettivo in cui l’autore ragiona con se stesso, immerso nella natura, a poca distanza da quella che diverrà l’ubicazione della sua sepoltura.

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