Più grandi illusioni, di Salvina Alba

Più grandi illusioni, di Salvina Alba

UNA STORIA MODERNA E D’ALTRI TEMPI INSIEME

Autore: Salvina Alba. Editore: Amazon KDP. Edizione: Gennaio 2025. Pagine: 248. Genere: Narrativa, Anni ’80

Il primo libro letto di questa autrice, “Ai confini del bene e del male” mi aveva lasciato curiosità e perplessità. Conoscendola un po’ personalmente (alla fin fine, il mondo dei self che si fanno “notare” è davvero piccolo) ho voluto leggere una sua nuova opera.

Il racconto pare scritto direttamente negli anni ‘80, tanto è preciso, immediato.

Due giovani innamorati siciliani, Giancarlo e Rita, si ritrovano drammaticamente catapultati nella vita reale quando lei rimane incinta. Deciso a sposarla per fare il suo “dovere” nonostante sia avanti negli studi universitari, Giancarlo viene ripudiato dal padre benestante.

Senza soldi, deve abbandonare la scuola per svolgere lavori umili, poco pagati e anche faticosi, ed è costretto a una convivenza forzata e poco felice nella povera e caotica casa della famiglia di Rita.

I due protagonisti si alternano nel raccontare in prima persona le proprie versioni dei fatti che li coinvolgono, le vicissitudini che si trovano ad affrontare. Pagina dopo pagina emergono le loro diversità e contraddizioni, ed è evidente la loro mancanza di dialogo nonostante l’innamoramento.

Un giorno Giancarlo riceve un telegramma: è la “chiamata” di lavoro a lui più consono, seppure a tempo, dal nord Italia. Il luogo, scoprono, è lontanissimo, sul lago di Lugano. Lui non vede l’ora di scappare da una situazione che non sopporta più, ma è anche entusiasta nell’affrontare il “nuovo mondo”, mentre Rita, fatalista e poco pratica, è titubante, scontenta e paurosa della situazione che si è innescata.

Il viaggio in treno (verso l’ignoto che li aspetta) è vero, fisico e mentale al tempo stesso, e li coinvolge nel bene come nel male. È solo la prima di una serie di esperienze che li (ri)metterà totalmente in discussione, che invitano i lettori a più di una riflessione sui propri modi di vivere la coppia.

Ma quando Giancarlo e Rita entrano totalmente crisi, ecco un sorprendente finale che ovviamente non spoilero.

Salvina inizia parlando della Sicilia più interna, più patriarcale, dove il padre è più autoritario che autorevole, dove la madre non può intromettersi, dove i paesani chiacchierano, e ogni diritto va mendicato.

Poi il suo soggetto diventa la gioventù dedita ad errori non sempre rimediabili, perché si vuole crescere in fretta, perché si pensa di essere più forti di qualsiasi fatto e – senza la capacità di esercitare un minimo di compromesso – non si considerano mai le conseguenze delle proprie scelte e azioni.

Salvina scrive bene e si legge bene. Il racconto è interessante, offre molteplici punti di riflessione, e lo consiglio assolutamente. Tante le parti assolutamente buone.

Una critica costruttiva, se posso: se Salvina Alba avesse ripetuto meno gli stessi concetti (ma scrivendo a “due voci” sarebbe stato in ogni caso complicato) secondo me ne sarebbe venuto fuori un libro di narrativa al top.

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