UN ROMANZO NARRATIVO DI GRANDE SPESSORE SOCIALE.
Autore: Marisa Rituccia Tumia. Editore: V.H. Publisher. Anno: Ottobre 2023. Pagine: 372. Genere: Romanzi, Narrativa sociale
“Traduzioni Violate” è una storia (chiaramente autobiografica) narrata in prima persona su quanto può essere difficile la vita per una una donna che nasce e cresce in un piccolo borgo in cui tutti si fanno i cavoli degli altri, in cui nulla sfugge, dove patriarcato, regole arcaiche a favore dell’uomo e violenze di genere sono all’ordine del giorno. Peggio che peggio se questo piccolo borgo, Geraci Siculo, si trova nella Sicilia, nell’entroterra di Cefalù per la precisione, quindi ci sono atteggiamenti, comuni, chiaramente omertosi.
Ed è con tutto questo che la protagonista Luigia, il cui nome già era stato motivo di assurde (?!?) liti tra nonni/suoceri, si trova a fare i conti mentre racconta la sua vita e quella dei suoi familiari e conoscenti, la sua scoperta giorno dopo giorno di una realtà fatta di soprusi accettati come normalità.
Fin da piccola, Luigia teme costantemente il giudizio altrui. Le cose non cambiano da adulta perché mai troverà sponda nell’universo femminile, a sua volta arreso a quella opprimente realtà. La Luigia adulta si sofferma spesso e volentieri su tutto ciò che non è giusto, ma che in quanto femmina deve accettare.
Molta è la forza emotiva sprigionata dalle parole di Luigia mentre subisce violenze di genere, dal padre prima, dalla suocera e dal marito poi, e in tutta una serie di episodi solo all’apparenza poco importanti, ma che la segneranno per tutta la vita, finché – finalmente – una piccola crepa si apre in questa dura realtà che nulla ha a che fare col merito, con l’amore e il buon senso delle persone, in cui le donne sono le prime a difendere e accettare valori da medioevo, e a esercitarli in maniera incattivita.
In quella crepa, le parole di Luigia, spesso ingarbugliate ma nette, troveranno finalmente un sfogo salutare e liberatorio.
Più che un romanzo, “Traduzioni violate” è una testimonianza, una raccolta di pensieri e memorie a mo’ di diario, una serie di fatti e riflessioni per mettersi in gioco mentre si esplora un mondo che – tra immigrazioni massicce, usi distorti degli strumenti social, e una ormai chiara difficoltà degli uomini a relazionarsi con le donne del loro tempo – è molto più vicino a ognuno di noi di quanto non si pensi.
Concludo con una critica costruttiva a beneficio di Marisa Rituccia Tumia. Lo stile tutto d’un fiato, spesso con poca attenzione a sequenzialità e punteggiatura, che all’inizio mi ha fatto simpatia perché – davvero – si sposa perfettamente con l’animo e il parlare della protagonista, a lungo andare ha appesantito la mia lettura, che sarebbe stata altrimenti molto buona.
Attendo l’autrice in un nuovo cimento.

“Traduzioni Violate”, di Marisa Rituccia Tumia: tutte le RECENSIONI
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