RACCONTI PER CHI AMA RIFLETTERE
Autore: Salvatore Claudio D’Ambrosio. Editore: Amazon KDP. Anno: Luglio 2024. Pagine: 178. Genere: Racconti, Narrativa
Questa lettura doveva fare parte del progetto Cerchio d’Autore, nel quale io e altri colleghi (lettori forti) diamo una valutazione collegiale delle opere che ci viene chiesto di esaminare. Sottolineo: ci viene chiesto… A chi ci interpella, prima di restituire una scheda di lettura molto mirata e motivata, chiediamo l’acquisto + lettura + recensione delle nostre opere.
Detto questo, e dopo mesi in cui non si è mosso nulla, accertato che Salvatore Claudio D’Ambrosio non procede come da accordi, do fiato alla mia recensione su “Uno sguardo delicato sul mondo” pronta da tempo.
Amo i racconti di Raymond Carver – un grande della letteratura – che Salvatore Claudio D’Ambrosio cita subito nella sua prefazione. Scrivere un racconto è complicato, un cimento duro da affrontare: è una vera prova di coraggio provare a lasciare il segno in poche pagine.
Nella sua brevità, un racconto ben scritto deve contenere tutto quanto serve. Un racconto, breve o lungo, raggiunge la sua ragione di essere solo in “né una parola di più, né una di meno” come lo stesso Raymond Carver insegna.
“Uno sguardo delicato sul mondo” offre venticinque racconti su temi scottanti, difficili, scomodi, di grande impatto sociale: la morte, il suicidio, la malattia, il revenge porn, la droga, la solitudine e lo sfruttamento minorile tra gli altri.
Molte storie riguardano i bambini, quindi “Uno sguardo delicato sul mondo” è tutto fuorché delicato.
Purtroppo, secondo me, sono pochi i racconti scritti come si deve da Salvatore Claudio D’Ambrosio.
“Il mio fiore per te” e “Questa sono io” sono gli unici che mi sono piaciuti molto, e non è stato certo un caso che siano stati messi alla fine del volume, segno che sia l’autore che il suo editor li hanno, come me, valutati (giustamente) ottimi.
Ciò mi fa guadagnare sicurezza nella mia valutazione.
Ho la sensazione che Salvatore Claudio D’Ambrosio abbia buttato giù gran parte dei suoi racconti di getto, senza curarsi troppo di chi lo avrebbe letto, se e come sarebbero arrivati i messaggi, le lezioni, i “vissuti”, che lui aveva e ha sicuramente chiarissimi in testa, ma che per me – lettore – sono spesso rimasti, ahimè, ermetici.
In definitiva, pur alla luce di uno stile e di una scrittura molto buone e incisive – dalla prima all’ultima pagina – e dei due racconti citati, penso che nel suo complesso l’autore poteva dare alle stampe un’opera – magari con meno racconti – molto migliore di questa.

“Uno sguardo delicato sul mondo, di Salvatore Claudio D’Ambrosio”: tutte le RECENSIONI
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