A chi dice peste e corna del Reddito di Cittadinanza (RDC) voglio raccontare una storia vera, la mia…
Ho letto pochi giorni fa sul mio FB una parte delle centinaia (?!) di commenti che una tipa, “amica” di “amici”, ha ricevuto in seguito ad un post di questo tipo: “Col Reddito di Cittadinanza extracomunitari, ladri e vagabondi rubano soldi alla gente onesta! Diciamo basta!“
Quante reazioni cattive, completamente fuori e fuori tema! Anzitutto mi dispiace che la gente comune mostri una simile cattiveria verso altra gente comune. Poi penso che prima di giudicare il prossimo bisognerebbe provare a mettersi nei suoi panni. Perché sono sicuro che coloro che stanno sopra tutti noi se la stanno ridendo un mondo a metterci gli uni contro gli altri, si fregano contenti le mani mentre loro sì che contano i soldoni rubati allo Stato, che siamo poi noi tutti.
Ragazzi… una testa un voto, ve l’hanno insegnato, no? Abbiamo un potere immenso contro questa ricca gentaglia senza scrupoli che ci fa scornare tra di noi, ma non lo usiamo semplicemente perché non pensiamo con la nostra testa! Traduco: van bene le opinioni espresse per conoscenza diretta, non van bene per niente parlare per partito preso “perché l’han detto in TV” oppure “perché lo sanno tutti” o perché c’è un potere strisciante e occulto che sfrutta ogni subdolo mezzo per fare sragionare brave persone.
Detto questo, vi racconto un po’ la mia storia. Sono una persona normalissima, ho sempre lavorato e sempre mi sono dato da fare. Ho fatto il lavoratore autonomo per circa 20 anni, mi sono sposato nel 2011 e quando nel 2013 la mia ultima attività non rendeva più l’ho dovuta chiudere. Mentre ragionavo sul da farsi, mia moglie ha deciso per tutti che non voleva rischi: dovevo cercare un lavoro. Tutti i soldi che avevo accantonato li avevo usati per l’anticipo dell’acquisto di un piccolo appartamento, quindi ho dovuto capitolare.
Sono diplomato perito elettronico, di competenze ne ho diverse, davvero ottime in informatica, ma nessuna certificata. A luglio 2015 ancora non avevo trovato nulla (dopo quasi 2 anni!!!), ma decidiamo lo stesso (a mio avviso ottimisticamente) di iscrivere la bimba – nata nel 2013 – al nido… Altri 150 euro al mese che se ne vanno, oltre ai 500 del mutuo che io non riuscivo più a pagare… Fortuna che mia moglie lavorava…
Alla fine di quel mese di luglio, prego, sì prego davvero, al fine di essere assunto da una cooperativa che si occupa di pulizie, per un part-time di circa 20 ore settimanali, per la cronaca uno dei pochi colloqui di lavoro che ero riuscito a ottenere. Sembra un altro buco nell’acqua, ma pochi giorni dopo, di sera, mi chiamano perché la persona che avevano scelto per fare le pulizie aveva rifiutato il lavoro in extremis in quanto avrebbe dovuto alzarsi alle 4.00.
Alle 20 di un venerdì sera accetto quindi contentissimo di andare al lavoro la mattina dopo, alle 4.00. Di lì è partita una “carriera” di questo tipo: mediamente 12 ore di lavoro alla settimana, con turni di pulizie di un’ora e seguiti da spostamenti (mai pagati) per lavorare un’altra ora a volte a 20 km di distanza; in un’ora pulivo circa tre uffici e un bagno; tra un’ora e l’altra di lavoro dovevo cambiarmi perché mi inzuppavo abbondantemente per la fatica. La paga? Tra 230 e 320 euro/mese, netti…
Dopo cinque mesi di questa vita ho cominciato a deprimermi seriamente anche perché, nel frattempo, solo due aziende che cercavano figure con le mie competenze mi avevano chiamato per un colloquio: una però non assumeva nel breve, l’altra proponeva un part-time per 4 mesi. E di domande ne avevo mandate via a dir poco 400!
Ci fosse stato questo benedetto salvagente del RdC, e se mia moglie fosse stata disoccupata, pensate davvero che l’avrei rubato? Io dico proprio di no!
Fortunatamente, nello stesso momento in cui avevo deciso che per le pulizie la misura era colma, anzi per le pulizie in quella maniera (mi davano 8 euro lordi l’ora mentre ne fatturavano 45+iva, e si lamentavano pure che non ero abbastanza veloce, o abbastanza bravo) è arrivata la manna dal cielo del lavoro che faccio da sei anni.
Ancora oggi penso che è stata pura fortuna, non perché io non abbia qualità, ne ho anzi oltre la media. Sono invece convintissimo di essere una persona come ne esistono tante, che ad un certo punto della vita si è trovano inaspettatamente e improvvisamente in difficoltà… per fortuna c’era mia moglie.
Anche per esperienza personale, quindi, dico SI’ convinto al RdC…
Anche senza nominare i furbetti che se ne approfittano, ammetto che è vero che ad oggi la misura non è stata efficace per creare lavoro, ma solo per dare sostegno materiale a chi l’ha chiesta e avuta (cosa tra l’altro poco semplice: i paletti sono davvero tanti…), ma sarà colpa di chi percepisce il RdC se nessuno ha saputo o voluto rendere efficace l’azione degli ex uffici di collocamento, oggi Agenzie per il Lavoro?
Se proprio vogliamo parlare di un insuccesso, è quello! Se proprio vogliamo fare un’azione come si deve, miglioriamo quel servizio! Non togliamo dignità e speranza a persone che – oggettivamente – si trovano nei guai perché il mondo del lavoro – purtroppo – è questo.
Ragionate gente, ragionate…



